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A Bologna il meeting europeo del progetto SPAC

A Bologna il meeting europeo del progetto SPAC
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Sostenere nella loro vita sociale e professionale – anche attraverso le tecnologie e i social network – le persone colpite dal tumore, ridurre lo stress di pazienti e familiari e l’impatto che la malattia può avere sulla vita e sul lavoro.

È l’obiettivo di SPAC – Supporting People Affected by Cancer in their Social and Professional life, il progetto europeo finanziato da Erasmus Plus di cui Fondazione ANT fa parte insieme ad altri 5 partner internazionali come le realtà rumene Institutul Postliceal Phoeni, APSCO – Asociatia pentru Servicii si Comunicare in Oncologie, UMF Cluj-Napoca, Rize Anadolu Saglik Meslek Lisesi dalla Turchia e Institut INPRO dalla Repubblica Ceca.

ANT, in Italia la più ampia esperienza non profit per le attività gratuite di assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e di prevenzione oncologica, ha ospitato in questi giorni nella sede di Bologna il meeting europeo di SPAC per condividere gli aggiornamenti sullo stato dell’arte del progetto.

SPAC nasce con l’idea di aiutare i pazienti oncologici e i loro familiari a convivere con la malattia, primariamente aiutandoli a orientarsi tra le molteplici informazioni disponibili online, a scegliere le fonti più autorevoli e mettersi in contatto gli uni gli altri, facendo rete e trovando sostegno. Tutto questo sarà possibile attraverso una piattaforma dove trovare indicazioni per affrontare la malattia dal punto di vista fisico e psicologico. Il progetto fornirà inoltre ai pazienti e ai caregivers alcune guide di facile consultazione, in linguaggio rigoroso, ma di taglio divulgativo, per capire come muoversi nella vita di ogni giorno, dalla comunicazione con i curanti a come affrontare la malattia sul posto di lavoro o cercare informazioni su internet.

All’attività online, SPAC affianca quella face-to-face attraverso i cosiddetti “Circoli della fiducia”, gruppi di auto-mutuo aiuto già attivati con buon successo dai partner in Italia, Turchia e in Romania. Pazienti, caregiver, volontari trovano qui uno spazio protetto – e moderato da uno psicologo in veste di facilitatore – per condividere esperienze, emozioni, vissuti positivi o negativi, alleggerendo in questo modo il carico emozionale derivante dalla malattia.

Il progetto avrà a giugno un nuovo momento di approfondimento scientifico sempre a Bologna, in occasione dei quarant’anni di ANT.

Fonte Fondazione ANT Italia ONLUS 

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