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Firenze e l’Oriana….

Firenze e l’Oriana….
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Sono passati dieci anni. Dieci anni in cui a Firenze, città dei guelfi e ghibellini si discute, ci si scanna, si litiga e si dibatte se è il caso o meno di dedicare una strada a Oriana Fallaci.

La stessa Firenze nota per essere ingenerosa con i suoi figli più grandi al punto che anche l’Alighieri è stato costretto a maledire dall’esilio la sua amata città.
Oggi, dopo dieci anni a seguito della decisione di intestare un giardino e lo slargo adiacente con tanto di fermata della tramvia alla grande scrittrice in zona Fortezza da Bassospuntano  sul web e soprattutto sui social i predicatori e indottrinatori della rete che forti dei “follower” salgono sul pulpito e sputano veleno e odio mascherato da informazione.

Atteggiamento peraltro pericolosissimo nei tempi in cui viviamo.
E loro, colti dal delirio d’onnipotenza dei fans che gli difendono a spada tratta, predicano, indottrinano, fomentano e farneticano… Il paradosso è che accusano la grande scrittrice di odio… ma loro cosa fanno?

Due o tre cose da dire.
Scrivere e farsi leggere era fino all’avvento del web terreno per pochi. Per avere in mano “l’arma” della comunicazione era doveroso studiare, essere preparati, fare gavetta, aggiornarsi, leggere, essere soggetti a controlli, etc.. Tante, forse troppe regole da seguire, ma doverose.
Chi scrive difficile riesca ad essere neutro come peraltro regola giornalistica impone e quindi il poter orientare le opinioni era considerato quantomeno prerogativa da monitorare.
Fare giornalismo e giornalismo d’inchiesta soprattutto è altra cosa dal tirare palate di fango a destra e a manca.
Detto questo ecco che la parte brutta del web e aver regalato a tanti improvvisati il pulpito e a tantissimi altri ingenui naviganti della rete la debbedaggine di ascoltarli come novelli profeti.

Oriana Fallaci che per sua fortuna ha vissuto e operato prima dell’era web, è stata staffetta partigiana poco più che bambina, prima donna giornalista in trincea a scansare bombe in Vietnam, ferita gravemente in una piazza di Città del Messico durante una manifestazione per raccontare dal vivo i fatti, compagna di un uomo di sinistra oppositore del governo dei colonnelli in Grecia e prima donna ammessa ad intervistare l’Aiattolah Komeini non può essere ridotta e ridicolizzata per un paio di opinioni non allineate dove i suoi anatemi erano peraltro solo provocatorie premonizioni.

I predicatori del web che fanno oggi nozionistiche propagande di non sanno neanche loro cosa sono gli stessi che recensiscono ristoranti e hotel chiusi da anni, sono coloro che spacciano per notizie vere clamorose bufale o peggio false notizie orientate a indirizzare su spot promozionali.
Sono loro stessi dei falsi, o fake come piace più dire. Sono falsi profeti del niente che si permettono di giudicare.

Oriana, oggi Firenze ti ha trovato uno spazio. Laddove nel 1944 sei stata battezzata staffetta partigiana e dove a tuo dire hai avuto gli unici applausi della tua vita dai fiorentini.
Là alla Fortezza da Basso di Firenze presto ci sarà un giardino, uno slargo e una fermata del tram a tuo nome: Oriana Fallaci. Chissà cosa penserai ad essere una fermata del tram?
Magari ne sei felice o magari t’incazzi, ma sarai sempre l’Oriana.
Quella davanti a cui si sono fatti intervistare i potenti del mondo e quella che se ti avvicinavi a casa a Greve in Chianti ti pendeva a fucilate.
Oriana, nel bene e nel male. Donna di contrasti e passione, ma vera, seria e preparata.

Fonte Firenze wow.it

 

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