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La favola (brutta) delle Cascine

La favola (brutta) delle Cascine
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Fonte Firenze wow

Era il 14 agosto 2012. Firenze era semideserta, tutti pensavano solo all’imminente Ferragosto. Un anno bisestile (quindi funesto) che si era aperto a gennaio col naufragio della Concordia, era proseguito col terremoto dell’Emilia Romagna e ad agosto, Olimpiadi di Londra in corso a Firenze, alla vigilia del Ferragosto veniva presentata dal sindaco di Firenze Matteo Renzi il masterplan di rinascita del Parco delle Cascine: uno dei grandi impegni presi del resto in campagna elettorale e su cui si giocava la credibilità.

Pare un secolo fa. Renzi era sindaco di Firenze ed oggi è un collezionista di ex titoli. Ex presidente della provincia di Firenze, ex sindaco di Firenze, ex presidente del Consiglio e per poco ha rischiato di essere dopo la batosta referendaria anche ex segretario del Pd.
Al governo dopo il grigio Professor Monti sedeva da pochi mesi Enrico Letta; lo stesso a cui Renzi stesso inviava twitt di pace con l’hastag #enricostaisereno assicurandolo che lui pensava solo a Firenze di cui farne il sindaco era a suo dire “é il mestiere più bello del mondo” e non certo a Palazzo Chigi.
E infatti presentava il Masterplan delle Grandi Cascine da realizzarsi entro il 2013. Come è proseguita poi la storia lo sapete.

Pare davvero un secolo fa anche se sono trascorsi solo pochi anni a dire il vero, ma di acqua ne è passata tanta sotto i ponti, spesso anche torbida. Le Grandi Cascine non si sono mai fatte, anzi sono diventate sempre più un grande buco nero di Firenze. Il simbolo del degrado fra appalti finiti in malora, eventi buoni solo per far cassa ad alcuni, insicurezza e pericoli sempre più in aumento.
Mesi se non anni che i cittadini gridano aiuto denunciando il pericolo. Mesi se non anni che i cittadini si sentono traditi da tante promesse ed abbandonati. Specie l’area ex Meccanò e da tempo una grande centrale dello spaccio di droga, la palestra dove strappare alla legalità gli africani che arrivano qui e non hanno niente da perdere al punto da minacciare ed aggredire chi prova anche solo a transitare vicino alla loro “zona”.

Il Masterplan di Renzi è sempre lì, forse polveroso e chiuso in qualche scatolone. Noi per sognare e sentirci sereni andiamo a rileggere cosa diceva la nota stampa di quel 14 agosto 2012:

Cascine, 35 progetti per la rinascita del parco entro il 2013
La rinascita delle Cascine ora sembra più vicina. Parola del sindaco di Firenze Matteo Renzi che stamattina ha presentato in Palazzo Vecchio trentacinque progetti specifici per il futuro delle Cascine, per cambiare entro il 2013 il volto del parco storico della città, restituirlo ai fiorentini e renderlo uno dei principali luoghi d’attrazione del nostro territorio.
Restituiremo il parco ai fiorentini e lo renderemo attrattivo per i turisti”, ha rassicurato il sindaco.
La giunta nella sua ultima seduta ha approvato la delibera che rende le 35 proposte parte integrante del Masterplan, l’atto di indirizzo con il quale l’amministrazione comunale intenderecuperare il parco “centimetro per centimetro”, come ha spiegato stamani il sindaco Renzi presentando alla stampa la delibera insieme all’assessore all’Ambiente Caterina Biti.
Le proposte prevedono un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro e riguardano tutti gli aspetti della nuova vita delle Cascine: dal centro visite che nascerà  alle ex Scuderie alle porte telematiche per controllare gli accessi; dalla passerella sull’Arno che collegherà le Cascine all’Argingrosso ai nuovi parcheggi; dai percorsi per fitness al nuovo ristorante all’ex discoteca Central Park (mentre il Meccanò sarà  abbattuto); dalla nuova segnaletica al campo da golf a 18 buche; dagli investimenti sul verde pubblico alle siepi armate lungo la linea 1 del tram; dallo spazio giochi per bambini alle Pavoniere ai bandi per Mulina e Visarno.
Abbiamo sempre detto che il Parco delle Cascine va rimesso a posto“ ha detto il sindaco “e abbiamo cominciato piano piano, facendoci tornare gli eventi, da Ruralia ai concerti estivi; ma accanto a questo lavoro di singole iniziative occorre avere la forza e l’intelligenza di realizzare un progetto complessivo per i prossimi anni, una rivoluzione che lo restituisca i fiorentini e lo renda attrattivo per i turisti.
Con questi 35 progetti, tutti finanziati (eccetto quello dell’illuminazione e quello del teatro dell’Opera, che è un discorso a parte) nel prossimo anno vedremo trasformare il parco, che tornerà  ad essere accogliente, vivibile e anche maggiormente controllato. E’ il parco più bello del mondo, non buttiamolo via”.
Il Parco è uno dei punti centrali del lavoro di questa amministrazione – spiega l’assessore all’ambiente Caterina Biti “ Il nostro obiettivo è quello di riqualificare l’identità e le funzioni dell’intero sistema Cascine, Argingrosso compreso, e far convivere al meglio tutte le realtà  che si trovano nel parco e già  oggi lo fanno un luogo vivo e vissuto.
Le Cascine rappresentano il più importante riferimento naturalistico all’interno della città: un vero e proprio ecosistema urbano, dove convivono centinaia di specie di flora e di fauna, numerose realtà  sportive, diverse forme di aggregazioni sociali comunitarie, un patrimonio storico e ambientale plurisecolare”.

Solo pochi giorni fa invece, il 25 gennaio del 2018 è andato in scena un grande spot elettorale sotto forma di maxiblitz antidroga delle forze dell’ordine, (l’ennesimo) giunto in che ha visto impiegati 60 uomini, 20 autovetture, l’unità  cinofila e un elicottero per avere come bottino: due pischelli del Gambia di 19 e 17 anni tratti in arresto perchè trovati con varie quantità  di hashish, marijuana e in misura minore, cocaina, e denunciato un loro connazionale sempre 17enne per lo stesso reato con marijuana e hashish.
I tre, incensurati, sono domiciliati presso strutture di accoglienza di Firenze come richiedenti asilo, subiranno un processo per direttissima e presto torneranno là.
In totale sono stati sequestrati circa 6 grammi di cocaina, 520 grammi di hashish e 130 grammi di marijuana e bonificate coi cani le siepi, gli alberi del parco, più gli argini del fiume Arno.
Noi di Firenze Wow avevamo ricevuto un sacco di segnalazioni e ultimamente anche da parte di due amiche podiste che erano state aggredite sul ponte della tranvia. Abbiamo aspettato a scrivere e loro sono testimoni che non le abbiamo neanche incontrate perché avevamo avuto sentore che presto ci sarebbe stato il blitz.
Con senso civico e di rispetto abbiamo atteso e poi…
Il giorno dopo? Tutto come prima, la casetta rossa fra le due fermate della Tranvia Cascine-Carlo Monni e Paolo Uccello è sempre circondata da almeno una ventina di ombre che spuntano e spariscono fra alberi e siepi….

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