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I quarant’anni di Fondazione ANT ​tra umanizzazione delle cure e innovazione tecnologica

I quarant’anni di Fondazione ANT ​tra umanizzazione delle cure e innovazione tecnologica
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Nel 1978, mentre veniva riformato il sistema sanitario nazionale che tanti meriti e tante critiche ha raccolto in questi 40 anni, molto più silenziosamente nasceva ANT. Attorno a Franco Pannuti, visionario di una sanità a misura d’uomo, dove anche gli Ultimi, i Malati, avessero una dignità e non fossero lasciati soli, si sono ritrovati allora i primi 12 volontari. Mai avrebbero immaginato dove ANT sarebbe effettivamente arrivata.

Così Raffaella Pannuti ricorda i primi passi di Fondazione ANT, oggi la più ampia realtà non profit italiana per le attività gratuite di assistenza specialistica ai malati di tumore e di prevenzione oncologica, in occasione del quarantesimo anniversario. Era il 15 maggio 1978 quando il professor Pannuti, all’epoca primario della Divisione di oncologia dell’Ospedale Malpighi di Bologna, dava il via ad ANT, con l’obiettivo di avviare l’assistenza domiciliare gratuita ai malati di tumore: Poco prima avevo assistito mio suocero – racconta il Prof. – Decisi di curarlo a casa, perché lì c’erano i nipoti, la moglie, c’era tutto quello di cui aveva bisogno in quel momento. Lo abbiamo preso per mano e condotto fino alla fine, senza grandi sofferenze. La domanda che ci siamo posti allora è stata: lo abbiamo fatto per il nonno, perché non farlo per tutti gli altri? La risposta non si è fatta attendere. Da lì siamo partiti per assistere, a oggi, più di 125.000 persone in tante zone d’Italia.

Tutto l’operato della Fondazione si basa su una caratteristica che la rende speciale e diversa: l’Eubiosiaun neologismo che comprende tutte le qualità che conferiscono dignità alla vita e in difesa delle quali tutti i professionisti ANT lavorano ogni giorno. Un impegno davvero tangibile, che solleva le famiglie da molte difficoltà, e permette loro di vivere con maggiore serenità il momento della malattia.

Il valore aggiunto è costituito dai Volontari, che con grande generosità scelgono di dedicare tempo ed energie per aiutare attraverso la raccolta fondi, e dai Donatori – cittadini e aziende – che negli anni hanno consentito ad ANT, con la loro generosità, di programmare, pianificare, guardare al futuro: Tutte le volte che qualcuno ci ha aiutato a portare cure a casa di un malato – ricorda Pannuti – abbiamo sconfitto insieme la solitudine della sofferenza.

Il quarantesimo anno di attività che si apre martedì 27 febbraio ore 18 in Salaborsa (piazza Nettuno, 3 a Bologna) con la mostra Medici senza camice e proseguirà nei prossimi mesi con eventi e iniziative in tutt’Italia, non vuole essere però solo un momento celebrativo della storia e dei traguardi di ANT.  Sarà piuttosto un’occasione per allargare lo sguardo ancora di più all’ambito europeo e puntare su innovazione e formazione: Umanizzazione delle cure e nuove tecnologie al servizio della persona sono i binari su cui ci muoviamo da sempre – commenta Raffaella Pannuti – La ricerca clinica è indispensabile per migliorare il livello dell’assistenza specialistica domiciliare e gratuita ai malati di tumore. Se vogliamo che il Terzo Settore sia un interlocutore maturo e di qualità per il Pubblico, sono necessari approfondimento e studio.

Di questo si occuperanno, nel corso del 2018, diversi progetti ANT volti a migliorare la qualità dell’assistenza ai 10.000 malati di tumore ogni anno come la Sprint4Ideas una competizione aperta a maker, innovatori, start-up e imprese per trovare soluzioni ad alto contenuto innovativo, o a creare un tessuto comune con aziende e professionisti grazie ad Academy ANT, una proposta formativa che ruota attorno al concetto di responsabilità sociale. Grande spazio avrà l’apertura internazionale con l’appuntamento di giugno dedicato a SPAC – Supporting People Affected by Cancer in their Social and Professional life, il progetto europeo finanziato da Erasmus Plus e finalizzato alla realizzazione di una piattaforma online per consentire a pazienti e caregiver di trovare indicazioni per affrontare la malattia dal punto di vista fisico e psicologico.

Fonte Associazione Nazionale Tumori

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