Home News Arte e Cultura Dante, cultura, territorio e cucina: intervista al regista Mario Mariani

Dante, cultura, territorio e cucina: intervista al regista Mario Mariani

Dante, cultura, territorio e cucina: intervista al regista Mario Mariani
0
0

Ospite a Teleregione Toscana in occasione della trasmissione “Ma che Bontà”, il regista Mario Mariani ha illustrato ad Angela Label le varie tematiche relative ai suoi lavori. La produzione del 2020 per Mario, infatti, è stata ricca nonostante la delicata situazione causata dalla pandemia. Sono stati realizzati un mediometraggio sulla Divina Commedia, un documentario sulle province della Toscana e un particolare “mocumentario” sulla storia d’Europa e d’Italia.

Abbiamo avuto il piacere di parlare insieme a Mario, per approfondire nuovamente il discorso relativo alle sue opere.

Parliamo innanzitutto di Dante e della Divina Commedia, come è nata questa idea?

“L’idea nasce, come sempre, a tavola assieme all’amico Luciano Casaredi, in tempi in cui della pandemia non si sapeva ancora niente. Nel 2021 ci sarà il settecentesimo anniversario della morte di Dante e da qui è nata l’idea di produrre qualcosa insieme che parlasse del poeta. Il progetto per me è stato sin da subito interessante, data la mia passione personale per l’argomento: sono molto interessato a Dante sia come uomo che come politico. Inoltre Casaredi ha lavorato con tanti grandi nomi, quindi è stata una proposta da non perdere”.

Come è strutturato il mediometraggio?

“La Divina Commedia ha molte chiavi di lettura. Abbiamo individuato fra le “modernità” di Dante, alcuni aspetti che sono ancora attuali. Da qui il nome dell’opera “Dante Divino Poeta Moderno”. La struttura è divisa in 10 blocchi, che riguardano altrettanti aspetti. Si parte dal tema del linguaggio fino ad arrivare a quello della ricerca della felicità, passando per tematiche intermedie come la violenza sulle donne e la giustizia. Si tratta quindi di un prodotto, fra le altre cose, divulgativo.
La narrazione è effettuata passando per i vari canti; immagini computerizzate passano in sovraimpressione e vengono spiegate dalla voce di Paolo Bonfantini che anticipa la declamazione di Luciano Casaredi. Questa è preceduta inoltre da varie ambientazioni mostrate sullo schermo, con alcuni versi declamati da voci fuori campo di attori di compagnie teatrali fiorentine, come Alessandro Tassi (Virgilio), Nicolò Pecci, Rossella Gardenti, Daniela Frediani e Marcello Allegrini (San Bernardo di Chiaravalle).
Il prodotto è già stato selezionato per l’IRS MISFF, ha vinto il premio per il miglior documentario nella sezione Heritage Patrimonio Culturale e può vantare la partecipazione ad alcuni festival europei in Portogallo, Ucraina, Francia, Germania e Russia.
Una volta terminati i festival, avverrà la distribuzione del mediometraggio”.

Passiamo a “Tuscany Memory”, cortometraggio sulla Toscana

“Tuscany Memory è un cortometraggio tutto musicale, non c’è parlato ma soltanto i sottotitoli in inglese. È stato ideato per realizzare qualcosa di originale e anche per dare un contributo al rilancio del turismo in Toscana.
È infatti difficile far capire l’Italia ad uno straniero che vive in zone molto diverse che rendono difficile la comprensione di un patrimonio culturale come quello che si trova nel nostro paese. Uno degli obiettivi è quindi quello di far conoscere le principali città della Toscana e anche le bellezze naturali che si trovano nella regione”.

Infine lei ha presentato un “mocumentario”, termine non molto conosciuto. Di che cosa si tratta e che cosa riguarda il suo lavoro nello specifico?

“Il mocumentario è una sorta di falso documentario. In questa forma filmica la narrazione è effettuata con il passo di un documentario, raccontando però una storia che non corrisponde alla realtà. Per quanto riguarda la trama del mio mocumentario, scompaiono delle pagine della storia dell’uomo, così i protagonisti decidono di riscriverle dando vita a dei cambiamenti significativi nello scorrere del tempo, portando tutti a vivere in un mondo diverso e migliore. Anche in questa opera ha partecipato Luciano Casaredi insieme, tra gli altri, ad Alessandro Tassi e Gerry Potenza”.

Cambiamo adesso argomento: lei è stato ospite di Ma che Bontà. Qual è il suo rapporto con la cucina?

“Con la cucina ho un rapporto buonissimo. Amo mangiare e amo molto anche cucinare; solitamente a casa cucino io. Mi piace preparare il pesce e i primi piatti, in particolare il riso: il risotto non deve mai mancare”.

Piatto Forte?

“Direi i primi di mare o l’orata all’isolana”.

Invece il piatto preferito?

“Rimango sui piatti di mare, dico la frittura di scampi e calamari”.

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.