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Le meraviglie della Toscana: I della Robbia

Le meraviglie della Toscana: I della Robbia
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I Della Robbia furono una delle famiglie più importanti di Firenze e tutta la Toscana del Quattrocento e del Cinquecento. Scultori e artisti nel campo della terracotta, grazie all’utilizzo di una particolare tecnica di lavorazione chiamata invetriata, sono diventati il simbolo delle maioliche colorate, chiamate giust’appunto robbiane. Tutto ebbe inizio a Firenze nel 1400 con la nascita di Luca della Robbia, che intraprese la propria attività artistica come scultore a fianco di Donatello. Decoratore principale degli edifici brunelleschiani a Firenze, tra cui la Cappella Pazzi in Santa Croce, fu grazie all’esperienza acquisita nel settore che riuscì a mettere a punto una particolare tecnica, chiamata appunto invetriata, tale da permettere alle sue sculture in terracotta di diventare quasi eterne, resistendo ad agenti sia endogeni che esogeni. Tramite il processo di invetriatura, formula che i Della Robbia si tramandarono di padre in figlio, ottenuto macinando e sciogliendo in acqua ossido di stagno e selce pura, fu così possibile creare opere inattaccabili dagli agenti atmosferici e quindi atte ad essere esposte all’esterno e perfette quindi per la realizzazione di tabernacoli, lunette di portali e stemmi. I della Robbia Le sculture policrome realizzate dai Della Robbia, caratterizzate principalmente dall’utilizzo del colore blu impiegato per lo sfondo, bianco per le figure e verde o giallo per i decori, sono tutt’ora ammirabili sia in Firenze (i tondi rappresentanti fanciulli presenti allo Spedale degli Innocenti, il tabernacolo delle Fonticine di via Nazionale e quello in Piazza Sant’Ambrogio) che in molte altre zone della Toscana, come ad esempio nel Casentino ed in particolare a La Verna dov’è presente una scultura considerata uno tra i loro capolavori: L’Annunciazione. Tra i componenti della famiglia, oltre al capostitipe Luca, meritano menzione suo nipote Andrea, che diffuse al massimo la tecnica appresa dallo zio, ed il figlio di quest’ultimo Giovanni, che ampliò il numero dei colori da poter utilizzare.

 

Fonte Magnifica Toscana

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