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La musica, i ricordi e i progetti – Intervista a Riccardo Azzurri

La musica, i ricordi e i progetti – Intervista a Riccardo Azzurri
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Ospite nelle scorse settimane negli studi di Teleregione Toscana, Riccardo Azzurri ci ha concesso il piacere di poter parlare con lui in una bella ‘chiacchierata’. Cantautore importante nel panorama italiano, sia come voce che come penna, Riccardo Azzurri ci ha parlato della storia delle sue ultime creazioni, raccontandoci inoltre aneddoti sul passato e progetti futuri.

Riccardo, ci puoi raccontare “Canto Popolare” e “Viaggiatori nel tempo”?

Viaggiatori nel tempo è un brano che non rientra nell’ottica delle canzoni fatte fino ad oggi. Sto cercando da qualche tempo di dare un taglio diverso: non mettendo in secondo piano l’amore, ma cercando di non coniugalo sempre al cuore e al sentimento. Ho cercato inoltre di trovare una vena un po’ più cantautoriale. Con “Canto Popolare” infatti ho avuto la benedizione di un grande come Francesco Guccini, a cui il brano è piaciuto molto; così ho cercato di andare avanti in questa direzione. “Canto Popolare” nasce da un racconto di una nonna conosciuta in una residenza sanitaria. Faccio musicoterapia in residenze per anziani già da 23 anni: si potrebbe dire che ciò faccia bene più a me che a loro (sorride n.d.r.). Questa signora, in un momento drammatico come la seconda Guerra Mondiale, si era innamorata di un ragazzo di 17 anni; lui le aveva regalato un anello prima di unirsi ai partigiani e venire ucciso. Ho la fortuna di avere questo anello con me,  lo custodisco con affetto. Ho quindi deciso di celebrare questa storia non solo con una canzone, ma anche con un cortometraggio realizzato insieme a Sergio Forconi, Giovanni Lepri e Rossella Mugnai. Mette in scena una tematica importante, anche se durante la realizzazione ci sono stati dei momenti divertenti: un giorno ad esempio tutti gli attori, vestiti da nazisti per girare il corto, si sono recati al ristorante creando curiosità tra i presenti. Questo video mi ha portat0 vicinanza e parole belle da tante persone. Ho fatto anche una conferenza stampa con Comune e Regione, grazie a Maria Federica Giuliani, Vicepresidente del Consiglio comunale.

Passiamo adesso a “Viaggiatori nel tempo”, come è nata e quale era l’idea di base?

Una volta scritta la canzone e messomi al pianoforte, ho sentito la necessità di una voce imperante, diversa dalla mia. A me serve prima di tutto, al di là del successo, essere contento e soddisfatto di un lavoro e in questo caso sentivo la mancanza di qualcosa… Conoscendo il tenore Stefano Fini, ho deciso di proporgli di partecipare alla canzone; lui ha capito subito che era un brano nelle sue corde, così abbiamo trovato la tonalità giusta e siamo andati in studio a inciderlo. Questa canzone è nata durante il periodo del Covid, dove tutto era un po’ bloccato, ma adesso che la situazione sta migliorando finalmente il brano sta emergendo.

In un periodo complicato come quello attuale, viene da pensare anche al tuo brano “Pace Sarà”

E’ una canzone che ho scritto per “I ragazzi di Sipario”, i quali la interpretavano tramite i segni LIS. La presentammo alle audizioni di Sanremo a Gianni Morandi: non fummo presi ma a lui piacque e decise di cantarla insieme a loro. In quest’ultimo periodo ho tirato fuori nuovamente questo brano: non volevo farlo, perché temevo di essere giudicato come sfruttatore di un momento difficile, ma non importa. Se l’impeto e il cuore dietro ad un messaggio sono sinceri, è giusto lasciare che questo si diffonda. Il mio è un pensiero che va alle persone che soffrono. Questo pensiero lo diffondo anche tramite la canzone “Ferma la Guerra” che scrissi nel 1986.

Hai partecipato a Sanremo nel 1983, quali sono i tuoi ricordi? Cosa pensi dell’ultima edizione?

Ho dei ricordi stupendi, noi fiorentini non ci prendiamo sul serio. Ricordo un aneddoto: nel backstage vedemmo degli artisti vestiti in modo singolare vicino a noi, li guardavamo con fare interrogativo; non li riconoscemmo subito e scoprii ad un tratto che uno di questi era Peter Gabriel. Comunque ho pochi ricordi di quel Sanremo perché ero emozionatissimo (ride n.d.r.). Ricordo anche con affetto tutto il contesto in cui mi trovavo.

Non ho seguito con grande interesse l’ultima edizione di Sanremo, è molto cambiato nel corso degli anni e per me resterà sempre il Festival della canzone italiana. Dovendo scegliere tra le canzoni sentite quest’anno voterei però per “Ovunque Sarai” di Irama.

Poco tempo fa è ricorso il decimo anniversario della scomparsa di Lucio Dalla, hai avuto la possibilità di conoscerlo? Quale altre collaborazioni importanti hai avuto nel corso degli anni?

Avevo avuto la possibilità di avvicinarmi a lui per provare a sondare il terreno di una collaborazione, ci saremmo dovuti incontrare per parlare, ma purtroppo per cause che non dipendevano da noi, questo incontro non si tenne. Ebbi però la fortuna di avere con me per una settimana Geoff Westley, arrangiatore di Battisti e Baglioni fra gli altri; mi arrangiò tre brani che sono rimasti nel cassetto. Ci siamo sentiti di recente, a Natale, quando mi ha detto che mi avrebbe chiamato… non so ancora cosa mi proporrà e chissà che non riguardi questi brani. Ho collaborato anche con Aleandro Baldi in ‘Firenze madre’ e ho conosciuto Don Backy, che accettò di cantare ‘Araba fenice’ insieme a me.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Vorrei intanto finire “Amici miei la fine del secolo 2 la vendetta”, seguito di un CD divertentissimo fatto con tantissimi artisti tra i quali Roberto Benigni e Francesco Nuti. Questa seconda parte è in corso d’opera, insieme a Sergio Forconi, Giovanni Lepri e Rossella Mugnai. Una cosa che mi preme tantissimo è la scuola di cantautorato: in Italia ce ne sono state molte ma a Firenze sono sempre mancate. Girando per i negozi musicali si nota che si vendono sempre meno chitarre acustiche, il che vuol dire che sempre meno giovani si mettono in casa a suonare; il cantautore nasce con la chitarra acustica. Non voglio fare un talent, voglio semplicemente trovare dei ragazzi che abbiano un talento: se c’è lo si capisce subito! Io però questo talento non voglio modificarlo, non mi interessa come i ragazzi si vestono o come si pettinano, mi interessa capire se dentro hanno qualcosa da dire. Così insieme a Silvia Papucci, (SP Management di cui faccio parte) mi occuperò di questa scuola di cantautorato, mentre lei si occuperà di quella della comicità. Al termine del percorso in questa scuola, l’idea è quella di realizzare un cd per la persona che dimostrerà di avere qualità e soprattutto poterla promuovere nelle major, per poter emergere nel mondo della musica senza passare dai talent da cui i ragazzi escono fuori oggi. E’ importante tornare un po’ alle origini. In sostanza voglio capire se dentro un ragazzo c’è una gemma. Inoltre si deve anche porre la dovuta attenzione sulla scrittura: il testo è una metrica, va rispettata, bisogna imparare a unire la musica alle parole, non è semplice. In conclusione, spero che questo progetto mi dia soddisfazione nel trovare le persone che abbiano una sorta di piccola gemma nascosta dentro di sé.

Che consiglio ti sentiresti di dare ai giovani che si vogliono approcciare al mondo della musica?

Se i genitori fornissero ai giovani alcuni insegnamenti musicali sarebbe una cosa positiva. Facendo ascoltare le canzoni “vere” ai ragazzi, probabilmente si fornirebbe loro la possibilità di avere un approccio diverso verso la musica di oggi. Capisco che adesso si amino dei personaggi ‘particolari’, ma credo che questi presentino canzoni che probabilmente non entreranno nella storia della musica italiana. Quindi sarebbe bene anche tendere l’orecchio verso il passato musicale.

Prima di concludere la nostra intervista, Riccardo Azzurri ha voluto fare un ringraziamento in particolare: “Ci terrei molto a ringraziare Smeorita Popa, che si occupa dei miei social e mi aiuta in questo campo nel quale è molto brava. Anche grazie a lei ho ottenuto ottimi numeri“.

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