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Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle di Pesa. La storia verso il futuro

Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle di Pesa. La storia verso il futuro
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Fonte Firenze wow

La storia di Barberino e Barberino lancia un ponte verso il futuro. Nel libro del tempo ogni parola è lettera viva, mai uguale a sé stessa, muta dinamicamente senza mai perdere le radici della propria identità, conservandole e preservandole nell’archivio della memoria. Anche tra le pagine e i tessuti policentrici di Barberino e Tavarnelle, in continuo divenire, fluisce, come un torrente in piena, il corso inesorabile della Storia, maestra di vita, intenta a modificare volti, paesaggi, territori. E se i castelli e i borghi murati tendono strutturalmente a raccontare se stessi, apparentemente limitati dai loro confini architettonici e geografici, l’idea del territorio aperto, accogliente, che valorizza il patrimonio e le testimonianze del passato, fonde le visioni, le esigenze, i sogni delle piccole comunità che unite e insieme aspirano a fare grande l’Italia. La riunificazione avanza e supera lo stesso concetto di Storia.

L’evoluzione culturale, economica e sociale di due amministrazioni, appartenenti a due diverse valli, la Pesa e la Valdelsa, che scelgono di tornare unite a distanza di oltre un secolo, avanza, guarda lontano verso il futuro e si realizza appunto nel processo di trasformazione che è insito nel corso mutevole della natura e della vita umana. Una svolta epocale, di quelle che potranno cambiare per sempre il segno del grande libro rimasto aperto e fermo al concetto di divisione.

Era il 1 maggio 1893 quando Barberino e Tavarnelle, unico comune sin dal tredicesimo secolo, sancirono la loro scissione istituzionale e amministrativaNel 2018, con una volontà e un impegno partiti circa quindici anni prima, accompagnati e alimentati costantemente da un percorso di gestioni associate con il conferimento di 39 funzioni prima e dall’istituzione dell’Unione comunale del Chianti fiorentino poi, i Comuni di Barberino e Tavarnelle mettono nuovamente al centro il progetto di una comunità unitaria.

Un modello di Toscana che rivive nella molteplicità dei suoi centri, delle sue frazioni, delle tante identità che costituiscono la ricchezza paesaggistica e ambientale del territorio. Il mosaico di una Toscana nella Toscana che produce sviluppo sostenibile, attiva servizi, genera opportunità culturali e crea manufatti di qualità. Questa l’idea che ha ispirato le amministrazioni comunali  che hanno dato il via ufficialmente il percorso di fusione per la creazione di un comune unico.

Ad illustrare gli obiettivi e le linee guida del progetto sono i sindaci Giacomo Trentanovi e David Baroncelli che hanno esposto per la prima volta alcuni negli spazi dell’archivio preunitario di Barberino val d’Elsa  antichi e rari documenti, del 1500 e del 1800, che ripercorrono le tappe storiche dei due territori, uniti dal 1200 e separati da 125 anni.

“Partiamo dalla storia e dagli studi – affermano – che attestano le nostre antiche origini e il percorso che le comunità hanno vissuto insieme, legate per secoli, con l’intento di arrivare a delineare, al fianco dei cittadini coinvolti nel ruolo di protagonisti attivi e partecipi in questo percorso, una realtà più forte, destinata ad assumere un peso specifico maggiore nello scacchiere politico-istituzionale a livello regionale e nazionale. Vogliamo tornare uniti perché crediamo fortemente in questo progetto che punta a realizzare importanti economie di scala, a dare alla voce alle funzioni rappresentative del nostro territorio. Vogliamo tornare uniti per ottimizzare le funzioni, ridurre i costi della politica, abbassare la pressione fiscale. Il nuovo ente sarà in grado di risparmiare sul piano gestionale attraverso la razionalizzazione della spesa e l’eliminazione delle doppie funzioni. Saprà generare investimenti grazie ai 22 milioni di euro, spalmati in dieci anni, ottenuti dallo Stato e della Regione in virtù del processo di fusione. Saprà affrontare le sfide della contemporaneità mettendo in campo servizi mirati, consoni ai bisogni e interventi di prossimità,  un tema centrale del futuro del comune unico è la vicinanza e l’attenzione alle frazioni. La riunificazione renderà più funzionali ed efficienti gli uffici, le sedi rimarranno entrambe nei rispettivi territori, i front office e gli sportelli integrati saranno garantiti nel loro orario di apertura al pubblico”.

Il nuovo comune, nell’idea delle amministrazioni comunali, mira a rispondere alle necessità di sviluppo del territorio, mantenere alta la qualità della vita, migliorando i servizi, investendo sulla manutenzione, riqualificando i tessuti urbani, costruendo infrastrutture. In un territorio, caratterizzato da tanti centri, la forza su cui far leva è proprio la ricchezza delle diverse identità. Frazioni più vicine e vivibili. “I benefici, i vantaggi e le ricadute positive  – aggiungono i primi cittadini – sull’economia e sulla qualità della vita in generale del nostro territorio saranno enormi, in caso di fusione. Non possiamo più pensare di camminare da soli; abbiamo bisogno di unità per avanzare più forti ed essere competitivi sul piano produttivo, turistico e promozionale. Abbiamo bisogno di manutenzioni, di una nuova stagione di interventi che risponda e sostenga il percorso di espansione e di ripresa economica, attestata dall’incremento del numero degli addetti nelle nostre zone industriali e dalle 311mila presenze turistiche, dato record, rilevato nel 2017, abbiamo bisogno di un nuovo Palazzetto dello Sport, di riportare le funzioni e le sedi nel centro storico di Barberino, di grandi opere di riqualificazione nelle frazioni. Abbiamo bisogno di completare le circonvallazioni dei capoluoghi e le altre arterie infrastrutturali, di realizzare la nuova scuola primaria di San Donato e i progetti di mobilità per attivare collegamenti necessari tra le frazioni e il capoluogo, utili e funzionali ai cittadini e ai visitatori, alla vita di comunità e alla promozione turistica e territoriale.

Realizzeremo quelle opere che la divisione ci ha negato e porremo al centro del nostro progetto i servizi nelle frazioni”.

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