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Le meraviglie della Toscana: La Loggia del Mercato Nuovo e la fontana del Porcellino

Le meraviglie della Toscana: La Loggia del Mercato Nuovo e la fontana del Porcellino
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La Loggia del Mercato Nuovo, che si trova in pieno centro storico a Firenze a pochi passi dal Ponte Vecchio, fu costruita attorno alla metà del ‘500 dall’architetto e scultore fiorentino Giovan Battista del Tasso. Inizialmente destinata alla vendita di sete e oggetti preziosi, fu in seguito luogo di vendita dei celebri cappelli di paglia fiorentina, fino ad essere oggi un vivace mercato di prodotti dell’artigianato locale, per lo più prodotti di pelletteria e souvenirs. Gli angoli della piazza vedono la presenza di alcune nicchie al cui interno dovevano essere collocate statue di fiorentini illustri, ma ne vennero realizzate soltanto tre, che ospitano rispettivamente Bernardo Cennini, Michele di Lando e Giovanni Villani. L’opera ad ogni modo più conosciuta ed ammirata dell’intera loggia, resta comunque la sua fontana: la fontana del Porcellino, raffigurante, nonostante il nome, un cinghiale in bronzo (il cui originale si trova a Palazzo Pitti) realizzato nel 1612 da Pietro Tacca su copia di una scultura in marmo ellenica conservata agli Uffizi. La fontana fu originariamente posta di fronte ad una farmacia. Inaugurata nei primi del Settecento e detta appunto Farmacia del Cinghiale, divenne famosa per esssere stata scelta come luogo di ritrovo ed incontro di intellettuali per discutere e confrontarsi tra loro. Spostata poi in un lato della loggia, la fontana è col passare del tempo diventata un vero simbolo della città, grazie ad una ben radicata e curiosa leggenda popolare che la riguarda. La leggenda dice infatti che porti molta fortuna toccare prima il naso del Porcellino e poi mettere nella bocca dell’animale una moneta: se questa cadendo finirà nella grata sottostante il grazioso cinghiale, ma solo in questo caso, la fortuna sarà tanta e garantita. Non ci si potrà quindi stupire se il naso del suddetto Porcellino sia assolutamente la sua parte più splendente! ed è altresì spiegata la presenza di lunghe file di turisti, curiosi e, perché no, anche di fiorentini, in attesa del proprio turno per il fortunoso rituale! Un’altra curiosità del luogo, che forse in molti non conoscono, è la cosiddetta “Pietra dello scandalo”, un tondo marmoreo bianco e verde raffigurante una delle ruote del “Carroccio” ovvero il carro su cui veniva ospitato il gonfalone, emblema della città. Posta al centro della loggia stessa, questa pietra segnava il punto dove venivano puniti i debitori insolventi nella Firenze rinascimentale. La stravagante punizione consisteva nell’incatenare i condannati a cui, una volta posizionati sopra la pietra, venivano calate le braghe e battute le natiche ripetutamente sulla pietra stessa, evidenziando con ciò come una florida città mercantile come Firenze, avesse in orrore il fallimento.

 

Fonte Magnifica Toscana

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