Home News Musica Augustine – Grief and desire (cd 2018) eterea e minimalista ricerca tra il sogno isterico e la bruma

Augustine – Grief and desire (cd 2018) eterea e minimalista ricerca tra il sogno isterico e la bruma

Augustine – Grief and desire (cd 2018) eterea e minimalista ricerca tra il sogno isterico e la bruma
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Augustine è il pseudonimo artistico di Sara Baggini, cantautrice umbra di origine valtellinese (precisamente da Morbegno). Pubblica un cd totalmente autoprodotto, suggerito a chi ama Bjork, Kate Bush, PJ Harvey, Sinead O’Connor.

Ennesima dimostrazione di come sia ridotta la discografia italiana, passando dalle major alle fin troppo osannate indipendenti: non aver preso in considerazione un disco così, si può giustificare solo se Sara Baggini si è presentata urlando e distruggendo ogni cosa si trovava di fronte.

Ma credo proprio che il suo garbo è caratteriale, oltre che musicale…! Ma ritorniamo alla sintesi della nostra analisi: nessuno a livello discografico ha creduto in questo progetto: Grief and desire infatti manca di loghi e nomi altisonanti…

Per questo Grief and desire va considerato un lavoro interamente auto-prodotto, realizzato in totale autonomia ed infine mixato dal produttore, musicista e compositore perugino Daniele “Boda” Rotella. Contiene ben 15 brani, piccole pagine di un romanzo autobiografico ovviamente su carta riciclata e virata seppia. A Febbraio nella mia lezione agli studenti della fiorentina Accademia delle Belle Arti ho fatto vedere il videoclip di Sara (dedicato al brano Augustine) ed ho catturato l’attenzione di tutti, incuriositi di chi mai fosse quella sconosciuta artista che giocava con i colori tenui, le immagini sfocate e la voce delicata, quasi sussurrata. Quel video rappresenta il pamphlet dell’intero progetto dell’artista umbro/valtellinese..

Ma per comprenderlo ancora di più, vi consiglio l’acquisto di L’invenzione dell’isteria, saggio di Georges Didi-Huberman:il nome Augustineproviene dal nome dell’isterica attorno alla quale il filosofo dell’arte costruisce il suo saggio. Per chiudere il cerchio, vi basti pensare che esattamente dieci anni fa,q uesto filosofo ha pubblicato un altro libro interessante, intitolato La pittura incarnata

Grief and desire mi ricorda molto uno dei primi dischi che sono usciti con la mia piccola U.d.U. Ululati dall’Underground Records: penso infatti che quello che la romana Chiarastella ha fatto, potrebbe essere un seminato (artistico) sul quale Sara Baggini potrebbe ritrovarsi. Chiarastella poi fu ammaliata da sirene nordiche e quel tipo di atmosfere (comprese la pianure gelate e la bruma imperante) potrebbero rappresentare un terreno fertile su quale far correre il proprio estro artistico.

Adoro la sofferenza con cui Sara inizia il cantato di Guilt, ma per gustarselo bisogna attendere la tredicesima traccia: suggerisco infatti di riconfezionare Grief and desire , arrangiarlo in alcuni momenti, renderlo più fruibile anche nella sua durata, aggiungerci però il videoclip .. perché è un biglietto da visita che vale di più di mille comunicati stampa.

 

Fonte: Musicalnews

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