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Disturbo dell’occhio secco? Ecco in arrivo un rimedio

Disturbo dell’occhio secco? Ecco in arrivo un rimedio
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Se i tuoi sintomi sono bruciore, prurito costante, affaticamento degli occhi, secchezza, arrossamento, visione offuscata, fotofobia, sensazione di avere un corpo estraneo o dolore agli occhi, ecco sei affetto dalla sindrome dell’occhio secco. Questa è una patologia che si stima colpisca in Italia dai sette ai dieci milioni di persone, soprattutto le donne over45 (50%) e in menopausa (90%) per i cambiamenti ormonali, benché a rischio siano anche i più giovani a causa del continuo utilizzo di smartphone, tablet e pc. Però secondo una recente indagine negli ultimi 12 mesi in Italia quasi 7 individui su 10 hanno sofferto di disturbi oculari riconducibili all’occhio secco. Ma circa la metà non è in grado di identificare correttamente il disagio come vera e propria patologia. A rischio anche molti bambini nativi digitali. Per questa malattia arriva ora una nuova terapia sperimentale, illustrata al Congresso mondiale di oftalmologia (WOC) di Barcellona, basata sull’interferenza dell’RNA, che tratta il dolore oculare associato a questa sindrome. L’interferenza dell’RNA è una tecnologia innovativa che cerca una riduzione della produzione anomala di proteine, mettendo a tacere l’RNA messaggero. Patologie come la sindrome dell’occhio secco sono prodotte infatti da un’alterazione in alcune proteine, che si vogliono controllare o ridurre in modo specifico proprio attraverso questa tecnologia. Per sperimentare la cura sono stati coinvolti 300 pazienti di oltre 30 centri europei di sei nazioni: Estonia, Italia, Germania, Spagna, Slovacchia, Portogallo. Per il nostro Paese partecipano l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze,l’Ospedale San Giuseppe di Milano, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova. Il professor Jose Manuel Benítez del Castillo Sánchez, coordinatore dello studio e capo dell’Unità di infiammazione oculare del Clinical Hospital San Carlos di Madrid, ha affermato che questo e un farmaco molto promettente, perché permette di affrontare la malattia con un nuovo meccanismo d’azione. Inoltre ha ribadito che in tutti gli studi clinici in cui hanno partecipato, l’efficacia è stata dimostrata nei pazienti insieme a un’elevata tolleranza e sicurezza della superficie oculare.

Fonte: La Nazione

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