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La chiusura dei porti non è politico…è disumano

La chiusura dei porti non è politico…è disumano
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Novità sulla nave piena di migranti che dovrebbe arrivare al porto di Valencia. Sull’Aquarius erano presenti circa 600 migranti,tra questi donne incinte e minori chi disidratato chi ustionato a causa del carburante della nave che li ha soccorsi al largo della Libia. Il fatto che si siano chiusi i porti italiani al flusso migratorio e che non ci sia più volontà di accogliere persone provenienti da un paese povero o in guerra che hanno bisogno di avere un posto dove stare per sentirsi più vicini a qualcuno, non si tratta più di una questione politica, ma di una questione di umanità.

Adesso, il dovere di aiutare persone in difficoltà si è trasformato in un gioco di “scacchi” dove il punto debole è la fretta e il punto forte è la pazienza e l’astuzia, come è avvenuto in questo caso. “I due giocatori sono L’italia e la Spagna. L’Italia fino ad ora era la beniamina del flusso migratorio che arrivava da ogni parte al porto di Messina o a quello più vicino per loro, mentre la Spagna era rimasta in disparte. Quando L’italia decise che non poteva più far arrivare migranti, si arrese e a quel punto la Spagna colse il momento e si fece avanti accorrendo in soccorso della nave stracolma di persone bisognose.

Tra gli italiani l’unico che sembrava volersi tagliar fuori da questa situazione e far u passo avanti aprendo il suo porto alla nave, fu il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, però ritirò subito la sua decisione perché non rientrava nella linea del suo partito.

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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