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The future is unwritten: intervista a Michele Anelli per il suo nuovo disco Divertente Importante

The future is unwritten: intervista a Michele Anelli per il suo nuovo disco Divertente Importante
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L’anno scorso il suo libro La scelta di Bianca ha anticipato i tempi e descritto una situazione politica italiana assai vicina alla relta’: musicalmente e’ un furetto del rock, partendo da quei The Groovers che tanto ancora amiamo ..

Il precedente Giorni Usati conteneva tracce di letture di autori come John Berger, Robert Ward, Patti Smith, Robert Penn Warren, Giorgio Manzini. Tanta la voglia collegare mondi diversi ma paralleli nei contenuti, cogliendone le emozioni ..

Michele, momento topico questo della tua vita artistica: Divertente importante sembra essere il disco della maturità…
A 53 anni e svariati dischi dopo c’è sempre da imparare e migliorarsi. Scegliere strade artistiche sempre più personali è un obiettivo. Questo album coincide anche con una maggior consapevolezza artistica e, di conseguenza, per quanto riguarda la maturità, un traguardo raggiunto e una base di partenza per futuri progetti..

… ma posso continuare a definirti un partigiano? Il momento politico, sembra suggerirmelo…
E’ un paragone molto forte. Le donne e gli uomini che hanno combattuto per la Liberazione non so se avrebbero mai immaginato questa involuzione politica. Democraticamente abbiamo un governo anche grazie al sacrificio di quelle ragazze e ragazzi. Io ho scelto da che parte stare fin dai miei 18 anni. Non posso essere felice di come la parte politica in cui mi riconosco, ha gestito un’eredità basata su solidi principi e forti idee. Il mio ultimo libro, pubblicato lo scorso anno intitolato La scelta di Bianca, ha, in alcuni suoi passaggi, anticipato i tempi..

Come mai la scelta de Il migliore sei tu come singolo?
.. è stato l’ultimo brano scritto per questo album e ha un bel groove con un testo importante. Inoltre il brano condensa un pensiero trasversale che accomuna tutte le mie passioni musicali, mettendo insieme gli insegnamenti del rock’n’roll, della soul music e del folk di Woody Guthrie: tu sei meglio di quanto ti venga restituito da giornate polverose e gente senz’anima, non devi rimanere indifferente. C’è musica nelle persone, alla fine della giornata, pur dura che sia stata, puoi trovare ancora la forza di restare libero e affamato..

La tua collaborazione con Paolo Iafelice è sempre più basilare: due anni fa il tuo disco Giorni usati vedeva la sua partecipazione …
.. con Paolo il rapporto è cresciuto nel tempo. La collaborazione nacque per gli ultimi dischi dei Groovers quando si occupò del master finale. Poi, attraverso altri lavori nel suo studio, abbiamo affinato la conoscenza. Giorni usati è stata l’occasione per approfondire il rapporto artistico che è sfociato nella produzione di questo ultimo album. C’è una buona interazione che ci permette di arrivare al risultato finale rendendoci soddisfatti del lavoro svolto. E’ un vero professionista del suono oltre a essere una persona a modo, cosa abbastanza rara nell’ambiente musicale.

Allora il tuo disco era stato ispirato da lettura di poeti come Patti Smith, mentre ora? Cosa ti ha portato a concepire Divertente importante?
L’album vuole esprimere la difficoltà che oggi abbiamo a essere felici, come se fosse una colpa o un lavoro, come canto in Est. Siamo circondati da continue notizie dure da assimilare e diventa difficile trovare il tempo e la forza per essere leggeri. L’album è un’esortazione a cercare di mantenere le cose importanti senza dimenticare quelle divertenti. Mi capita spesso di parlare con persone, soprattutto giovani, che si sentono inadeguati alla vita, agli impegni da affrontare, agli ostacoli da superare. Nella società le persone faticano a esprimere le proprie qualità. Personalmente, da ragazzo, fu l’avvento del punk in Italia a liberarmi la mente e il corpo, che è un po’ la funzione che ha il rock’n’roll fin dai tempi di Elvis. Le canzoni, oltre che a divertirsi, servono anche a veicolare energie nascoste. Oggi servirebbe una scossa trasversale a tante generazioni, non solo a quelle nuove, per sentirsi protagonisti del proprio tempo. Senza diventare presuntuosi, ma capire e conoscere le proprie qualità è un grande passo per sentirsi felici.

La copertina di questo disco, strappa subito un sorriso…
Devo ringraziare il fotografo Paolo Sacchi che, con non poca umiltà, mi ha segnalato la foto di un suo collega che a suo avviso sarebbe stata perfetta per l’album. La foto è di Joe Oppedisano che, anche lui come Paolo, hanno fatto della fotografia la loro arte. Lo studio grafico del vinile e del cd è opera di Cristina Menotti che, da qualche anno, si prende cura dei miei lavori..

Ti senti ancora un eroe della working class? Come sai, sono molto legato a quel tuo vecchio brano dei The Groovers …
Elevarmi ad eroe mi sembra eccessivo. Non mi si addice, sono solo un cantautore con la sensibilità per i mondi difficili. Sono legato al mondo del lavoro fin dagli esordi con il primo 45 giri, pubblicato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, per la rivista di Vittorio Amodio (si chiamava Urlo). Con i Groovers ho sempre inserito, in ognuno dei sette album, almeno un paio di canzoni riguardanti il lavoro. Quello che tu ricordi piacevolmente è la nostra collaborazione con l’Ep Do you remember the working class?. Ancora oggi, quel brano, fa capolino nella versione live del brano Giulia.

 

Fonte: Musicalnews

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