Home News Musica Tony Malaria – Number Thirteen (Edwood Records 2018) one man band da Catania con del puro rock’n’roll assai low-fi

Tony Malaria – Number Thirteen (Edwood Records 2018) one man band da Catania con del puro rock’n’roll assai low-fi

Tony Malaria – Number Thirteen (Edwood Records 2018) one man band da Catania con del puro rock’n’roll assai low-fi
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Un busker senza saperlo di esserlo, un coraggio ipnotico e tanta vena creativa: Tony Scafidi e’ una sorta di Kurt Cobainche cerca Chuck Berry in ogni angolo della città’ etnea dove si ricordano di Otto & Barnelli.

Nonostante il nome, il duo era tedesco ed hanno monopolizzato quel programma tv basilare che è stato L’Altra Domenica.
Otto & Barnelli però sono di un decennio lontano, mentre il progetto di Tony Malaria vive del quotidiano da terzo millennio.

Ed anche per questo che la forma cd (tra l’altro in versione semplice, con un disco dentro una busta) lascia il tempo che trova e non graffia: visto l’impegno puparo da novello cantastorie, forse sarebbe stato meglio un dvd o anche un cd con tracce video: infatti quello di Scafidi/Malaria è un girovagare giornaliero e circadiano, dove c’è voglia di stare assieme e di socializzare.

Nella forma cd, tutte e tredici le canzoni sono uguali a se stesse, registrate allo stesso modo, anche perché arrangiate con lo stesso lineare metro: le intuizioni di Israel sembrano perdersi e diventare simili alle idee contenute in Stars, mentre un canto disperato come Love me when I least deserve it non colpisce alla bocca dello stomaco come vorrebbe.

Si narra che l’artista catanese Giuliano Contiguglia esegua una performance pittorica dal vivo durante alcuni concerti tenuti da Tony Malaria: questo ricorda la collaborazione tra Carlo Montana ed Ezio Guaitamacchi e vi posso assicurare che è assai coinvolgente.

Il progetto da busker e/o hobo di Tony Scafidi/Malaria mi ricorda molto quello del bolognese Antonio Piretti detto Toz: costui suona (sempre come one man band) per il Canada e si sposta in bicicletta, combattendo contro l’acido lattico. I dischi di Toz sono però curati, arrangiati, pensati .. mentre quelli di Tony Malaria sono istintivi, low-fi, viscerali.

 

Fonte: Musicalnews

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