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Tra due moloch rock: Ermal Meta a Firenze per il Musart Festival

Tra due moloch rock: Ermal Meta a Firenze per il Musart Festival
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Piazza SS. Annunziata stracolma per questo accaldato Giovedi’ 26 Luglio 2018 e lui dal palco non tradisce i numerosi lupi offrendo una magnifica giacca piena di lustrini (che lo fa sudare), un brano inedito, un siparietto in acustico. Terzo concerto fiorentino di Ermal che mi vedo negli ultimi 13 mesi: non mi vergogno a dire che in alcuni brani mi sono spuntate le lacrime. Ad aprire la serata è stato il duo La Scapigliatura, composto dai fratelli Niccolò e Jacopo Bodini, che da sempre suonano insieme e scrivono canzoni: in altre tappe l’anno scorso abbiamo avuto anche Katres, di cui ricordo discussioni su quale coiffeur dovevamo frequentare assieme.

Alle mie spalle un ragazzo abruzzese (sui 22/25 anni) non solo ha cantato tutte le canzoni, ma offriva agli amici anche le relative spiegazioni e notizie storiche: verso le 23, si è spostato e la mia attenzione è stata attratta da un minuscola bambina che si è fatta aiutare dal padre a salire sulla sedia, cantando ogni singola canzone tranne ovviamente quelle del primissimo periodo.

Un concerto quello fiorentino che ha offerto parecchie cose interessanti: partiamo dalla chitarra di Marco Montanari che fa le bizze e dal terzo brano viene sostituita ed Ermal esclama un Finalmente!  perché con gli altri musicisti hanno gufato per tante serate, dicendogli che prima o poi si sarebbe rotta! In attesa che venga sostituita, Ermal propone Le luci di Roma al pianoforte, ma, il microfono dove avvicina la sua bocca, piano piano cala ed a fine brano il nostro lancia una battuta dal velato gusto sessuale diamogliela una pilloletta blu per farlo stare su

La location fiorentina ha qualcosa di magnifico e dal palco la band vede anche il Duomo, ma alla loro sinistra c’è quell’Ospedale degli Innocenti, dove venivano abbandonati i figli indesiderati e questo ha reso il cognome Degli Innocenti il più diffuso a Firenze, come Proietti a Roma o Esposito a Napoli. Chissà se Ermal ha avuto il tempo di esser messo a conoscenza di questo aspetto storico, perché racconta di una pagina triste del nostro recente passato, così come l’attualità lui l’ha inserita in quella magnifica perla che è Non mi avete fatto niente… Un brano osannato dai presenti, così come le urla più forti (e le mie lacrime) arrivano per gli altri hit, partendo ovviamente da Vietato morire  Ragazza paradiso: è il pubblico invece a cantare Piccola anima quasi tutta da solo, con Ermal a fare il gigione donandogli simbolicamente il microfono.

Fonte: Musicalnews.com

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