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Fiorentina: Pradè si presenta, ecco le sue parole

Fiorentina: Pradè si presenta, ecco le sue parole
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Inizia la seconda avventura alla Fiorentina di Daniele Pradè nel ruolo di direttore sportivo. Queste le sue parole rilasciate oggi nella conferenza stampa di presentazione. Insieme a lui Joe Barone.

Barone: “Per noi è una giornata molto importante, per tutta la Fiorentina. Vorrei ringraziare il presidente Rocco Commisso, Diego e Andrea Della Valle per tutto il lavoro che hanno fatto per la Fiorentina, e anche il Comune di Firenze oltre a tutta la tifoseria. Firenze è una città molto importante e conosciuta in tutto il mondo. Io sono una persona semplice, mi piace andare in giro in città e questo lo farò sempre, ho tanto da imparare. L’unica scelta per il direttore sportivo della Fiorentina era Daniele Pradè”.

“La nostra scelta è stata basata sul passato, è una persona che ho conosciuto tanti anni fa e che ha fatto bene qui a Firenze e in altre società. Ha una grande conoscenza di calcio italiano e internazionale, è una persona che mi sta insegnando tanto anche della Lega, oltre che della Fiorentina e di Firenze. Siamo ogni giorno assieme e abbiamo la stessa mentalità, quella che anche Rocco ha spiegato qualche settimana fa. Vogliamo costruire una società piano piano, con molta calma, e ovviamente abbiamo ambizioni. La nostra tifoseria è molto legata alla società e abbiamo grande rispetto nei loro confronti”.

“Rocco dice fast, fast, fast, io dico keep calm. Io sarò la persona che gestirà la Fiorentina sotto il presidente Commisso, e con me ci sarà tanta gente con cui lavoreremo insieme”.

Pradè: “Inizio con un grazie, che tante volte è una parola a cui non viene dato significato importante. Il mio è un grazie detto di cuore. Ringrazio Joe (Barone), il presidente Commisso che mi ha trasmesso il suo entusiasmo, la sua voglia, la sua dinamicità. Va più veloce lui che ha settant’anni di me che ne ho cinquantadue. Vogliamo iniziare un percorso lungo con loro, con Antognoni e con Montella, con tutti quanti. Ringrazio anche a questa città, lo porto anche da parte della mia famiglia che è contentissima di tornare a vivere questa città, una delle più belle del mondo nella quotidianità”.

“Ho sentito sia Diego che Andrea Della Valle, con Andrea soprattutto ho un rapporto di amicizia. Quando scomparse mio padre venne a casa mia in macchina dalle Marche, fu un bellissimo pensiero. Le loro parole mi hanno dato ancora più entusiasmo. Mi hanno detto di aver scelto le persone giuste per Firenze. Hanno la consapevolezza che il Presidente Commisso sia la persona giusta per un percorso importante per la Fiorentina”.

“Quando sono andato via dalla Fiorentina non fu una cosa prevista, la mattina prima ero andato a fare una trattativa per prendere un giocatore e il giorno dopo non stavo più alla Fiorentina. Mi chiamò tutta la squadra e una delle prime telefonate fu quella di Davide Astori, che mi ringraziò per averlo portato alla Fiorentina. Mi ha detto che non poteva esserci un ‘grazie’ più grande, e io gli ho promesso una cosa: gli ho detto ‘Davide, stai sereno: un giorno torneremo insieme’. Sarò trasparente, leale e a ogni domanda darò un perché”.

Fair Play Finanziario? Oggi è molto restrittivo per noi, è una situazione talmente complessa che ci vorrebbe soprattutto una giornata dedicata a quel tema. Abbiamo già fatto un piano, avremo un tetto salariale sicuramente più alto degli anni precedenti. Noi ci troviamo in difficoltà per una ragione: abbiamo 75 calciatori con contratti in essere, di cui circa 60 non funzionali al nostro progetto. Bisogna assolutamente snellire, il nostro tetto salariale al momento è tenuto molto in alto per questo motivo”.

“De Paul non possiamo comprarlo, costa una cifra su cui non possiamo essere competitivi, noi come molte altre squadre in Italia. Anche se è un giocatore che mi piace tantissimo. Oltretutto è impossibile fare affari con l’Udinese, ho sentito Gino Pozzo anche stamattina. Veretout? Ha chiesto di essere ceduto, vuole aumentare suo livello di competitività e lo ritengo anche giusto, al momento noi non siamo competitivi quanto altri. Ci sono diverse squadre che stanno parlando con noi, ma non abbiamo ancora ricevuto offerte scritte in mano. Con il calciatore ho parlato, è rimasto disponibile, si allena con noi e sta qui con noi, speriamo di trovare presto una soluzione. Comunque non accettiamo contropartite tecniche. Chiesa? Lì la risposta la può dare solo una persona: il presidente Commisso. Quando tornerà dalle vacanze parlerò con Federico, poi ci metteremo seduti in maniera leale e capiremo bene la sua testa e quello che avrà recepito dal nostro discorso”.

“La situazione è un po’ diversa rispetto a quella del 2012, più complessa. La squadra sarà sicuramente divertente e competitiva, ma non posso garantire oggi un risultato sportivo, non sarebbe corretto. Dobbiamo costruire le cose con calma e con intelligenza, il tempo ci sarà amico“.

“Abbiamo un programma, non un progetto che nel calcio non esiste, che è ambizioso. Vogliamo riportare la Fiorentina ad altissimi livelli. La gente si aspetta che ci mettiamo la faccia e la lealtà e l’identità. Io vivo Firenze e la conosco, so come sono le persone, vogliono la lealtà non i nomi”.

“Ho a fianco una società fatta di persone con cui posso condividere le cose. La condivisione comune mi consentirà di sbagliare il meno possibile. La squadra? Partiremo da un modulo di base: il 4-3-3. Che logicamente non sarà un modulo talebano, potrà cambiare. Sicuramente però avremo un play e uno dei difensori centrali che gioca la palla. Pavoletti? Incedibile, altrimenti Carli lo linciano a Cagliari (ride, ndr). Dragowski? Se vorrà rimanere a Firenze sarà il portiere titolare della Fiorentina. Inglese? Ci piace, ma non è sostenibile a certi costi. Bennacer? Mi piace da tanto tempo, ma in questo momento sta facendo la Coppa d’Africa e sta facendo benissimo, nella sua testa c’è la voglia di giocare una competizione europea”.

“De Rossi? Il rapporto tra me, Vincenzo e Daniele è un rapporto talmente forte che qualsiasi cosa ce la diciamo. Non è successo niente: non c’è stato né un sì né un no, ma non siamo mai arrivati ad un’offerta di contratto”.

“Viviano? L’ho chiamato e gli ho detto la verità. Se noi teniamo Dragowski tutto possiamo meno che prendere Viviano. Per Dragowski sarebbe una passione infinita. Poi vi immaginate Emiliano in panchina in un Fiorentina-Juventus… impazzirebbe! Montella? Vincenzo l’ho trovato carico, più uomo. Se fallisce qui per lui sarà un fallimento totale, per cui darà il cento per cento sicuramente. Borja Valero? Certo che c’è stata una suggestione per lui, però il suo stipendio non è in linea con i nostri canoni. Biglia e Badelj sono giocatori forti con situazioni contrattuali particolari. Benassi? Marco è un calciatore importante che deve sicuramente andare a giocare con la Nazionale, ci piace e vogliamo che resti con noi. Non abbiamo mai parlato col Genoa”.

“Quest’anno non avremo un obiettivo, non diremo: vogliamo arrivare in questa posizione. Vogliamo entrare in campo e sapere di poter vincere con tutti. Ci piacerebbe tanto essere come l’Atalanta, che in questo momento è il mio punto di riferimento professionale. Ma sicuramente vogliamo fare una stagione competitiva, non vogliamo restare a partecipare. Gli acquisti? Credo li faremo quasi tutti dal 10 agosto”.

Simeone è un giocatore forte e vogliamo assolutamente rigenerarlo, non vedo l’ora di parlarci, è uno dei “non-60”, uno di quelli su cui contiamo. Per noi non è da meno rispetto a Cutrone. La cosa che mi piace delle punte è che quanto sbagliano una stagione poi sono costretti a mangiare l’erba. Lirola? Abbiamo fatto una richiesta, ma non ci sono margini”.

“Nessuno mi ha chiesto di lavorare in autofinanziamento, non mi è stato chiesto di fare plusvalenze. Anzi, ieri abbiamo fatto una riunione con tutti i reparti tra cui anche quello finanziario e ci hanno fatto tutte le proiezioni di quanto è stato fatto dal 2004 al 2018. Mi è stato detto anche che non interessa se vengono fatte minusvalenze”.

“Terzic? Ci ha tolto un posto da extracomunitario, non posso dare una risposta tecnica perché dobbiamo valutarlo. Zurkowski lo abbiamo seguito durante il campionato europeo. Poi una cosa: la decisione di mandare a giocare Lafont l’abbiamo presa noi, è stata nostra, lo abbiamo dato in prestito con diritto di riscatto e controriscatto. In generale quando cederemo cercheremo di fare il più possibile operazioni di questo tipo, non ci saranno più casi Zaniolo. Tornando su Lafont, Alejandro Rosalen (il preparatore dei portieri, ndr) è uno dei professionisti più forti non solo in Italia ma nel mondo”

“Sui giovani vogliamo sfruttare il territorio condividendo un lavoro con le altre società. Anche per questo chiedo pazienza, ci vuole tempo, anni. Se è immaginabile una Fiorentina più italiana, più fiorentina e più toscana? Ci piacerebbe molto, ma quando vai a fare una ricostruzione non è facile”.

Di nuovo Pradè: “Il rimpianto? Quando a gennaio eravamo secondi in classifica non riuscimmo ad accontentare l’allenatore su un calciatore, Mammana, che non ci avrebbe certo fatto vincere lo scudetto ma avrebbe dato una serenità diversa. Lì si è rotto l’equilibrio e si è pensato di più ad un “uno contro l’altro” che non al bene della Fiorentina. Questo non per mancanza di professionalità ma a causa delle dinamiche”.

“Ounas? Sarebbe un calciatore adatto al nostro sistema di gioco, ma se vendiamo Veretout al Napoli e parliamo con loro di Ounas credo gli vada data anche la differenza (ride, ndr). Rog? Non ci interessa proprio”.

Fonte: violanews.com

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