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Il nostro avvocato risponde: Francesco Palmigiani tra passato, presente e futuro

Il nostro avvocato risponde: Francesco Palmigiani tra passato, presente e futuro
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Abbiamo avuto il piacere di poterci intrattenere con l’avvocato Francesco Palmigiani, protagonista dai prossimi giorni della nuova rubrica di Teleregione Toscana “Il nostro avvocato risponde”. In attesa dell’inizio di questa nuova trasmissione, che aiuterà i telespettatori ad acquisire importanti nozioni legali utili nell’affrontare al meglio le varie problematiche che possono presentarsi nella quotidianità di ognuno di noi, l’avvocato Palmigiani ci ha parlato di sé, raccontando il suo percorso e le sue scelte nell’ambito lavorativo e non solo.

Avvocato, partiamo dagli inizi della sua carriera. Qual è stato il suo percorso?

“Mi sono laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Firenze, “da fuori sede”. Mi sono formato da solo, senza aiuti o favori, solo con il duro lavoro. Mi sono spostato nel capoluogo toscano dalla provincia di Frosinone quando avevo 19 anni. In seguito agli studi mi sono subito abilitato ed ho iniziato a svolgere l’attività professionale. Adesso lavoro a Firenze e sono un avvocato d’affari con competenze specifiche nel turismo e contratti di Impresa”.

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a questo tipo di scelta?

Il Paese con le sue eccellenze merita un’assistenza adeguata alle imprese e agli imprenditori che sono il vero motore trainante dell’economia italiana e che consentono di dare rilevanza e qualità al nostro territorio e anche a garantire posti di lavoro. Mi sono concentrato su questo aspetto, con un focus particolare sul compartimento turistico. Ecco perché ho scelto Firenze, una città d’arte che frequento anche per motivi personali sempre con rinnovato piacere”.

Di cosa altro si occupa?

“Sono un avvocato civilista. Quindi mi occupo in particolare anche della gestione di patrimoni aziendali e immobiliari, di successioni e di contenziosi ereditari, presto assistenza nel settore delle verifiche fiscali ed altro ancora come meglio indicato sul mio sito internet”.

Una volta iniziata l’attività, quali sono stati i passi della sua carriera?

“Mi sono formato anche all’estero, ho studiato fuori dall’Italia per 3 anni, a Parigi, dove ho affinato tecniche alternative di risoluzione delle controversie. Pian piano sono riuscito a crescere fino ad arrivare nella conosciuta location di viale Matteotti a Firenze dove attualmente svolgo la professione con l’apporto di una struttura e di una organizzazione snella ed efficiente, grazie anche ai miei collaboratori. Nel campo del turismo curo spesso relazioni con soggetti internazionali che intendono investire in Toscana”.

Parlando proprio di turismo, come valuta l’attuale situazione in Italia e a Firenze?

“Drammatica è il termine giusto. Ciò che è mancato e che è stato messo a nudo dal lockdown è purtroppo l’assenza di una programmazione e di una promozione seria ed efficace del turismo. Sono emerse diverse lacune. In particolare non è stata data un’immagine di sicurezza del turismo che potesse incentivare il ritorno dei turisti nelle città d’arte maggiormente colpite in termini di presenze a causa del COVID-19. Nessuno invita a visitare Firenze in quanto città sicura, manca tutt’ora la liquidità occorrente alle imprese turistiche per poter ripartire non potendo sopperire a ciò il c.d voucher di cui tanto si parla. Si sente parlare soltanto di una possibile nuova ondata del virus addirittura peggiore di quella precedente, che disincentiva il turismo e non fa bene alle imprese. Lo spirito di prudenza è senz’altro una cosa giusta, ma il terrore è sicuramente sbagliato e da evitare”.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

“Attualmente sono impegnato nello sviluppo di un progetto a favore dei soggetti ‘portatori di ridotta mobilità’: come ad esempio, portatori di protesi, persone obese, anziani e donne incinte, che a vario titolo presentano difficoltà nella mobilità e che quindi meritano di essere aiutate. Il progetto consiste nel far vivere la città d’arte in maniera sostenibile, piena e inclusiva a queste persone al pari di un turista normale in esecuzione di un’idea semplice ed altamente tecnologica”.

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