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Springsteen on Broadway: il 14 dicembre nei negozi di dischi

Springsteen on Broadway: il 14 dicembre nei negozi di dischi
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Grandi notizie per i fan di Bruce Springsteen. Il prossimo 14 dicembre arriverà nei negozi di dischi e sulle piattaforme digitali “Springsteen on Broadway” il nuovo lavoro del Boss. Si tratta di un doppio cd che comprende le canzoni e i dialoghi del musical tratto dall’autobiografia del musicista uscita nel 2016 con il titolo di “Born to Run”. L’ennesima fatica discografica del cantautore americano che ha stregato Firenze nel 2012, regalando al pubblico italiano uno dei suoi concerti più memorabili.

“Springsteen on Broadway” sarà disponibile in digitale e fisico (2CD o 4 LP) e sarà incentrato sullo spettacolo che lo stesso cantautore ha messo in scena a fine 2017 allo storico Walter Kerr Theater di Broadway, per il quale si sono contate oltre 200 repliche e la cui ultima rappresentazione è prevista per il giorno successivo all’uscita discografica, il 15 dicembre. Il 16 lo show sarà lanciato in versione video sulla piattaforma Netflix.

Un lavoro particolare che conterrà molti classici rivisti in chiave acustica voce e chitarra o con il solo piano, il primo singolo già disponibile negli store, la versione acustica di “Land of hope and dreams” e due duetti con la moglie Patti Scialfa su “Brilliant disguise” e “Tougher than the rest”. Tutti intervallati dai racconti di Springsteen, dalla gioventù in un paesino del New Jersey, al successo mondiale, alle battaglie politiche. 

Sarà l’occasione per i fan di rivivere le emozioni che solo il Boss è in grado di regalare. Lo sanno bene gli ammiratori toscani, che hanno ancora ben impresse nella mente le immagini di quella sera di giugno 2012 in cui l’artista originario del New Jersey si rese protagonista di una performance storica.

Allo stadio Franchi l’autore di perle senza tempo come “Roll of the Dice”uno dei brani più belli dedicati al mondo del gioco, “The River” e “Radio Nowhere” è stato magico. Comparso sul palco dopo la sua E Street Band e sulle note di “C’era una volta in America” di Ennio Morricone, il Boss è partito alla grande con “Badlands”, un altro dei suoi capolavori, completando la partenza infuocata dello show con “No Surrender” e la prima traccia dell’album “Wrecking Ball”, “We take care of our own”.

 

 

Pochi minuti dopo fu la pioggia a rendere l’atmosfera ancora più suggestiva con il Boss sceso dal palco per condividere con il pubblico l’acqua che cadeva senza interruzione sulle note di “My city of Ruins”. Ma fu solo l’inizio. Dopo aver passato in rassegna buona parte del fortunato “Wrecking Ball”, Springsteen toccò il culmine con i suoi grandi classici: dalla tripletta “Born in the Usa” – “Born to Run” – “Backstreets”, passando per Waiting on a Sunny day, cantata con un bambino salito sul palco, per Dancing in the Dark e arrivando a The River, uno dei pezzi più amati della produzione recente.

Nel concerto fiorentino non mancarono neanche i tributi alle band che hanno fatto la storia della musica: l’omaggio agli Stones di “Honky Tonk Woman,” quello a Elvis con “Burning Love”, una versione rivisitata di “Twist and Shout” dei Beatles e il pezzo di chiusura, quanto mai in tema, “Who’ll Stop the Rain” dei Creedence Clearwater Revival.

Ed è proprio questa sua voglia di mettersi sempre in gioco e di regalare anima e corpo ai propri fan che ha fatto di Bruce Springsteen una leggenda vivente. Una leggenda nata a Freehold nel 1949 e che è entrata di diritto nell’olimpo della musica contemporanea con centoventi milioni di dischi venduti nel mondo. Ma soprattutto uno degli ultimi cantautori rimasti sulla scena in grado di raccontare la realtà della vita quotidiana americana, le sue contraddizioni, i suoi eccessi e la voglia di rivincita dei meno fortunati.

Più che un musicista, un vero e proprio simbolo della società la cui importanza va ben oltre il dato musicale. Che resta comunque importante. La rivista musicale Rolling Stone l’ha inserito in tutte le sue classifiche: in quella dei migliori artisti (ventitreesimo), in quella dei migliori cantanti (trentaseiesimo), in quella degli album (ben sei nelle prime cinquecento posizioni) e dei singoli più significativi di sempre (tre pezzi in classifica). Ma soprattutto l’ha eletto come il miglior performer di tutti i tempi. Non sono mancati i premi nella carriera di Springsteen che oltre all’ingresso nella Hall Of Fame può vantare 20 Grammy Awards, 2 Golden Globes, 1 Academy Award e 1 Polar Music Prize.

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