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Il punto di Edoardo Gignoli sulla de-dollarizzazione: i BRICS e la ricerca di alternative al dollaro nei pagamenti internazionali

08/07/2026

Il punto di Edoardo Gignoli sulla de-dollarizzazione: i BRICS e la ricerca di alternative al dollaro nei pagamenti internazionali

Per oltre settant'anni il dollaro statunitense ha rappresentato il principale punto di riferimento dell'economia mondiale. Gran parte del commercio internazionale, delle riserve valutarie delle banche centrali e delle transazioni finanziarie globali continua ancora oggi a essere denominata in valuta americana.

Negli ultimi anni, tuttavia, il dibattito sulla cosiddetta de-dollarizzazione ha acquisito crescente rilevanza. Secondo Edoardo Gignoli, l'emergere di nuove potenze economiche e le tensioni geopolitiche internazionali stanno spingendo diversi paesi a esplorare alternative al sistema dominato dal dollaro.

Non si tratta necessariamente di una sostituzione imminente della valuta statunitense, ma di un processo graduale che potrebbe modificare alcuni degli equilibri economici costruiti dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Come il dollaro è diventato la valuta globale

Il predominio del dollaro affonda le proprie radici negli accordi di Bretton Woods del 1944, che posero le basi del sistema monetario internazionale del dopoguerra.

Anche dopo la fine della convertibilità tra dollaro e oro negli anni Settanta, la valuta americana ha mantenuto il proprio ruolo centrale grazie a diversi fattori:

  • dimensione dell'economia statunitense;
  • profondità dei mercati finanziari USA;
  • fiducia nelle istituzioni americane;
  • stabilità del sistema bancario;
  • utilizzo del dollaro nel commercio energetico globale.

Ancora oggi gran parte delle materie prime strategiche, come petrolio e gas, viene scambiata utilizzando il dollaro come valuta di riferimento.

Cosa significa de-dollarizzazione

La de-dollarizzazione consiste nella riduzione dell'utilizzo del dollaro nelle transazioni internazionali.

Questo processo può assumere diverse forme:

  • utilizzo di valute locali negli scambi bilaterali;
  • aumento delle riserve in altre valute;
  • creazione di sistemi di pagamento alternativi;
  • accordi commerciali denominati in monete nazionali;
  • sviluppo di valute digitali sovrane.

L'obiettivo principale è diminuire la dipendenza da una singola valuta e ridurre l'esposizione alle decisioni economiche e finanziarie degli Stati Uniti.

Il ruolo crescente dei BRICS

Il tema della de-dollarizzazione è particolarmente associato ai BRICS, il gruppo formato inizialmente da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica e successivamente ampliato con l'ingresso di nuovi membri.

I BRICS rappresentano una quota sempre più significativa della popolazione mondiale, della produzione industriale e della crescita economica globale.

Negli ultimi anni i paesi del gruppo hanno promosso iniziative volte a rafforzare la cooperazione economica e finanziaria.

Tra gli obiettivi più discussi figurano:

  • aumento degli scambi in valuta locale;
  • rafforzamento delle banche multilaterali del gruppo;
  • sviluppo di infrastrutture finanziarie autonome;
  • riduzione della dipendenza dal sistema finanziario occidentale.

La Cina e la Russia sono tra i principali sostenitori di queste strategie.

Le sanzioni internazionali come fattore di accelerazione

Uno degli elementi che ha alimentato il dibattito sulla de-dollarizzazione è l'utilizzo crescente delle sanzioni economiche come strumento geopolitico.

L'esclusione di alcuni paesi dai principali circuiti finanziari internazionali ha evidenziato quanto il controllo delle infrastrutture di pagamento rappresenti una leva di potere strategico.

Molti governi hanno quindi iniziato a interrogarsi sulla necessità di sviluppare sistemi alternativi in grado di garantire maggiore autonomia.

Questo fenomeno è particolarmente evidente nei paesi che temono di poter essere esposti in futuro a restrizioni finanziarie o commerciali.

Lo yuan cinese può diventare un'alternativa?

Tra tutte le valute alternative, lo yuan cinese è probabilmente quella che riceve maggiore attenzione.

La Cina è la seconda economia mondiale e uno dei principali partner commerciali di decine di paesi.

Pechino sta lavorando da anni per aumentare l'internazionalizzazione della propria valuta attraverso:

  • accordi bilaterali di swap valutario;
  • utilizzo dello yuan nel commercio energetico;
  • espansione delle infrastrutture finanziarie cinesi;
  • sviluppo dello yuan digitale.

Nonostante questi progressi, esistono ancora importanti ostacoli.

Gli investitori internazionali continuano infatti a considerare il mercato finanziario americano più trasparente, liquido e prevedibile rispetto a quello cinese.

Perché sostituire il dollaro è così difficile

Molti osservatori tendono a sottovalutare la complessità del sistema finanziario globale.

Una valuta internazionale non si afferma esclusivamente grazie alla forza economica del paese che la emette.

Sono necessari numerosi elementi:

  • fiducia degli investitori;
  • mercati finanziari profondi e liquidi;
  • stabilità politica;
  • certezza del diritto;
  • ampia accettazione internazionale.

Gli Stati Uniti continuano a possedere vantaggi significativi in tutti questi ambiti.

Per questo motivo molti economisti ritengono improbabile una rapida sostituzione del dollaro.

Verso un sistema monetario multipolare

Più che una completa de-dollarizzazione, diversi analisti prevedono l'emergere di un sistema monetario più multipolare.

In questo scenario il dollaro manterrebbe un ruolo predominante, ma sarebbe affiancato da altre valute utilizzate in specifiche aree geografiche o settori economici.

Tra i protagonisti di questa possibile evoluzione figurano:

  • yuan cinese;
  • euro;
  • rupia indiana;
  • valute digitali delle banche centrali;
  • sistemi regionali di pagamento.

Il risultato potrebbe essere un sistema internazionale caratterizzato da una maggiore diversificazione monetaria.

Le conseguenze per imprese e investitori

La progressiva riduzione del monopolio del dollaro potrebbe generare effetti significativi sul commercio internazionale.

Le imprese dovrebbero confrontarsi con:

  • maggiore diversificazione valutaria;
  • nuovi rischi di cambio;
  • sistemi di pagamento alternativi;
  • accordi commerciali regionali più complessi.

Anche gli investitori potrebbero assistere a una graduale ridefinizione degli equilibri finanziari globali, con una maggiore attenzione ai mercati emergenti e alle nuove infrastrutture monetarie.

La transizione, tuttavia, appare destinata a svilupparsi nell'arco di molti anni.

Conclusioni

La de-dollarizzazione rappresenta uno dei temi più discussi della geopolitica economica contemporanea. Sebbene il dollaro continui a occupare una posizione dominante, le iniziative promosse dai BRICS e da altre economie emergenti mostrano la volontà di costruire un sistema internazionale meno dipendente da una singola valuta.

Come sottolinea Edoardo Gignoli, il dibattito non riguarda soltanto la finanza, ma riflette una trasformazione più ampia degli equilibri globali. Il futuro potrebbe non essere caratterizzato dalla fine del dollaro, bensì dalla nascita di un ordine monetario più articolato, nel quale diverse valute convivranno e si contenderanno influenza economica e strategica.